sabato 6 febbraio 2010

Un patto...

La musica è la stenografia dell'emozione. Emozioni che si lasciano descrivere a parole con tali difficoltà sono direttamente trasmesse nella musica, ed in questo sta il suo potere ed il suo significato."
L. Tolstoj

"Dove le parole finiscono, inizia la musica."
Heinrich Heine


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Chiuse gli occhi e si concentrò. Cercò nella Memoria Primordiale l’immagine di quel varco infuocato. Quando lo ebbe visualizzato provò uno strano senso di inquietudine misto ad un’angosciosa pace. Era cosciente di quanto stava per fare, lo aveva scelto dopo una lunga riflessione. Si avviò verso quel fiammeggiante ingresso all’orizzonte. Lo attraversò senza esitazione, reprimendo ogni idea che avrebbe potuto spingerla a tornare sui suoi passi.

“Sono qui per te.”

Quella nera figura che le si profilava davanti non corrispondeva affatto alle terrificanti descrizioni che aveva sentito di Lui. Continuò:

“Ho scartato ogni altra possibilità. Sei l’unica via che ho da percorrere.”

Il silenzio era tombale. Stranamente insolito per un posto così affollato. Udiva solo il crepitio generato dalle fiamme. Egli tardò a rispondere.

“E’ mia abitudine manifestarmi ai mortali, non essere richiesto.”

“Farai un’eccezione.” Disse decisa.

Egli sorrise diabolicamente.

“Sii cauta. Sai cosa posso?”

“Sì. Sei stato l’astro più splendente del Cielo e hai deciso di rinunciarvi. Puoi tutto, perché è questo che può chi rinuncia a tanto in nome della propria Libertà e della Conoscenza.”

“Adulatrice.” Sorrise malignamente.

Ricambiò con lo stesso sorriso. Proseguì:

“La mia Anima è sempre stata tormentata. Un requisito essenziale perché possa valere qualcosa fra le tue mani. Quando passerà a te non cambierà molto. Quello che ti chiedo è solo di trarmi in salvo da questo vortice di tormenti per qualche anno. Restituirmi me stessa per un tempo che sarà per te un baleno e per me una vita intera.”

“Se lo facessi e ti abituassi a non vivere nel tormento? Non soffriresti di più quando la tua Anima passerà a me?”

“No. Non potrò mai abituarmi a non vivere nel tormento. Sono cosciente del patto che voglio stipulare. Ogni momento di gioia e di pace sarà possibile solo perché ho apposto la mia firma sul Libro rosso che mi porrai davanti a breve. Consapevole di vivere emozioni vuote non potrò disabituarmi al mio male di vivere.”

“Ed allora vivrai peggio di quanto non stai già facendo.”

“No. Perché avrò ottenuto ciò che voglio. Io rivoglio indietro me stessa. Per avermi sono disposta anche a scendere ad un compromesso che implichi la perdita della profondità delle mie emozioni purché possa riaffacciarmi in superficie. Sono stanca di vivere sul fondo di me stessa. Ora voglio vivere in superficie, anche se implica vivere in apparenza.”

“Ti stai condannando ad un Inferno in terra.”

“Mi sto condannando a fare l’abitudine con quello che mi aspetterà dopo.”

“Cosa vuoi che faccia? Come posso restituirti te stessa?”

“Restituiscimi la voglia di fare, l’autodisciplina, gli interessi, la voglia di imparare e di migliorarmi, la capacità di reagire ai colpi della Vita e tutto quello che ho perso in questi anni lungo la strada.”

“Non ti vedi sconfitta nel chiedermi questo? Non credi che rivolgerti a me sia l’epilogo della tua disfatta? Avresti potuto ancora vincere la partita raccogliendo i tuoi pezzi lungo la via.”

“A volte bisogna accettare le sconfitte. Dopo aver provato a lungo a vincere la guerra senza essere riusciti ad avanzare nella direzione della vittoria si può chinare il capo ed accettare la realtà.”

In silenzio guardò la mano sinistra col palmo rivolto verso l’alto e da lì comparve un Libro rosso.

“Firmalo. La tua Anima sarà mia.”

Firmò.

Egli lo prese tra le mani ed appose la sua firma.

Mefistofele.

15 luglio 18.15

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